Apoyamos la labor pastoral

anche se, in maniera virtuale: io sono l'unico politico, che, rapresenta il Regno di Dio sulla terra! Ecco perché sono l'unico, che, difende: martiri cristiani, ed Israele, ed insieme a loro: io difendo: anche la vita di ogni persona innocente di questo pianeta! Gesù ha detto: "voi siete la luce: del mondo, ed il sale della terra" e questo è proprio vero, infatti: io Unius REI, io sono l'unica speranza di salvezza per il genere umano!

SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]]  eroismo di essere Cristiani In Nigeria le sette islamiche mirano a eliminare la presenza cristiana dal Paese. Chi crede in Cristo rischia ogni giorno la vita. assistere alla Santa Messa può signifi care rischiare la vita. Nonostante gli attacchi della Setta islamica Boko Haram siano ormai divenuti un tragico cliché domenicale, in Nigeria i cristiani continuano con coraggio ad andare in chiesa. La Setta, la cui denominazione, in lingua hausa, significa «l'educazione non islamica è peccato» – mira a eliminare la presenza dei cristiani dal Paese e dopo ogni attacco impone loro un terribile ultimatum: «Convertitevi, sparite o morite». Fatta eccezione per una piccola minoranza di animisti, i quasi 159 milioni di nigeriani si dividono piuttosto equamente tra Sud cristiano e Nord musulmano e sebbene la Costituzione non indichi alcuna religione di Stato, 12 dei 36 Stati della Federazione, tutti settentrionali, hanno adottato la Legge coranica nel 1999. L'obiettivo ultimo di Boko Haram è estenderne la applicazione all'intero Paese. nel Nord della Nigeria, questa formazione estremista islamica distrutto o danneggiato centinaia di chiese e ucciso migliaia di persone. Da una ricerca condotta nell'ottobre del 2012 è risultato che su 1.201 cristiani uccisi in odio alla fede durante l'anno citato, ben 791 avevano trovato la morte in Nigeria. Nel maggio 2013 il Governo di Abuja ha dichiarato lo stato d'emergenza in tre Stati settentrionali, Borno, Yobe e Adamawa, ma ciò non ha impedito agli estremisti di mietere nuove vittime: oltre 2mila soltanto negli ultimi 12 mesi. Molti dei cristiani hanno perso i propri cari per mano dei "talebani africani", come Chioma Dike che nell'esplosione del 25
dicembre 2011 nella chiesa di Santa Teresa a Madalla, nella periferia di Abuja, ha perso suo marito Williams e tre dei suoi cinque fi gli: Emmanuel, 4 anni, Richard, 6, e Lilian, 10. I suoi altri due bambini sono rimasti gravemente feriti. «Williams aveva portato i piccoli a Messa mentre io ero rimasta a casa a preparare il pranzo di Natale», racconta. L'episcopato locale ha ripetutamente denunciato l'incapacità del Governo di fronteggiare la minaccia terroristica. «È ormai evidente che il nostro è un governo debole, sceso più volte a compromessi. E che non sta facendo ciò che dovrebbe per fermare le violenze», ha ribadito più volte arcivescovo di Abuja, il cardinale John Onaiyekan. La Chiesa continua la sua missione al fi anco della comunità e delle famiglie delle vittime, invitando i fedeli a perdonare i propri persecutori e a desistere dal desiderio di vendetta. Ma con l'incessante proseguire delle violenze, numerosi cristiani fuggono dal Nord del Paese, causando un ridimensionamento della presenza cattolica. Sacerdoti, seminaristi e scuole cattoliche hanno urgente bisogno d'aiuto. Sono tante le chiese distrutte da ricostruire. Intanto, nel Nord della Nigeria molte ragazze cristiane, anche minorenni, sono rapite e costrette ad abbracciare la fede islamica. I portavoce di Boko Haram hanno apertamente dichiarato di considerare la conversione forzata delle donne parte del loro piano per eliminare la presenza cristiana. Le giovani sono trattate come schiave e sono molte quelle che subiscono ripetute violenze sessuali per poi essere obbligate ad abiurare la fede cattolica e sposare uno dei propri aggressori.
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]] Il racconto di Tasnim, mamma di Rehana, rapita, violentata e costretta a convertirsi all'islam: "Non dimenticherò mai quel giorno di due anni fa. Il giorno in cui la vita della mia bambina è stata distrutta per sempre». La voce di Tasnim, cristiana di 35 anni, è rotta dal pianto mentre racconta quanto accaduto a sua figlia Rehana nel maggio 2012. In quel
periodo, Tasnim, suo marito Shahid e i loro cinque fi gli, vivevano ancora in un quartiere cristiano di Kasur, cittadina pachistana del Punjab meridionale. Come tutte le mattine, Rehana, all'epoca quattordicenne, esce per recarsi nella
vicina scuola pubblica. «Non amava andare a scuola, racconta la donna – perché era l'unica ragazza cristiana della sua classe e ogni giorno le sue compagne e le sue insegnanti facevano di tutto affi nchè si convertisse all'islam.
A me, invece, preoccupava più il fatto che dovesse uscire da sola, perché sia io che mio marito a quell'ora eravamo già al lavoro. Le strade del Pakistan non sono sicure per le ragazze, specie se non sono musulmane». In quella sera di maggio, Tasnim attenderà invano il ritorno di sua figlia. L'adolescente era stata notata da cinque ragazzi musulmani del suo quartiere e qui la storia di Rehana si unisce a quella di tante ragazze cristiane rapite, per essere convertite con la forza all'islam. I dati raccolti dalle ONG locali parlano di circa 700 ragazze che ogni anno sono sequestrate e costrette ad abbandonare la loro fede cristiana. In realtà, i casi sono almeno il doppio, ma molte delle vittime e delle loro famiglie preferiscono non denunciare gli aggressori per vergogna o timore di rappresaglie. Rehana è stata violentata per giorni dai suoi rapitori. Poi, le hanno chiesto, se preferiva essere uccisa oppure, convertirsi all'islam. Ha scelto di vivere. Le hanno imposto il velo e l'hanno obbligata a leggere il Corano, quindi ha dovuto sposare uno dei suoi carcerieri.
«Sapevamo chi aveva preso nostra figlia – racconta la madre – e ci siamo rivolti immediatamente alla polizia, ma
nessuno ha voluto aiutarci». Come spesso accade, anche in presenza di prove schiaccianti, le autorità e le forze dell'ordine non hanno perseguito gli aggressori musulmani. «La legge non è uguale per tutti in Pakistan. Noi cristiani siamo cittadini di seconda classe e i nostri diritti non sono tutelati». In seguito alla denuncia, Tasnim e suo marito
hanno ricevuto minacce dalla "nuova" famiglia di Rehana: «Ci hanno detto che se avessimo continuato a cercarla l'avrebbero uccisa. Poi hanno minacciato di prendere anche le nostre altre due figlie e siamo stati costretti a trasferirci in un'altra città». Dopo due anni, Tasnim non ha ancora, potuto riabbracciare Rehana che, nel frattempo, ha avuto un bambino ed è stata obbligata a usare un nome musulmano, Fatima. «È solo l'ennesimo caso di ingiustizia ai danni dei cristiani in Pakistan» e, mentre lo afferma, Tasnim pensa ad Asia Bibi, a Sawan Masih e alle tante vittime della Legge anti-blasfemia che punisce con la condanna a morte le offese al Profeta Maometto e con l'ergastolo chi dissacra il Corano. «In questo Paese la vita di noi cristiani è una vita di persecuzione quotidiana. Ogni giorno – conclude Tasnim – dobbiamo affrontare enormi sofferenze e gravi discriminazioni. Ma sono proprio queste prove a rafforzare la nostra fede in Dio»
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]] Ancora violenze, della Seleka islamici, nel Nord del Paese Respinta dalla capitale Bangui a seguito, di aspri scontri con gli anti-balaka, le milizie composte dalla popolazione locale, la coalizione ribelle Seleka si è ora installata nel Centrafrica settentrionale. La diocesi al momento maggiormente colpita dalle violenze dei ribelli musulmani è Bossangoa, dove il 16 aprile scorso il vescovo, monsignor Nestor Désiré Nongo-Aziagbia, e tre sacerdoti sono stati rapiti e liberati nelle ore successive. Il vescovo racconterà che senza l'intervento delle forze internazionali, i ribelli lo avrebbero
ucciso. Meno fortunato è stato invece don Christ Forman Wilibona, un altro sacerdote della diocesi di Bossangoa che il 18 aprile, Venerdì Santo, è stato ucciso da alcuni membri della Seleka con 12 colpi di arma da fuoco
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]] MALESIA Le Bibbie sono state bandite dagli hotel. Il Consiglio islamico di Pahang, terzo Stato per ordine di grandezza della Malesia, ha recentemente emanato una direttiva che vieta alle strutture pubbliche di esporre materiale religioso non islamico. Il Pahang Islamic and Malay Customs Council (Muip) ha quindi "invitato" tutti gli hotel dello Stato a rimuovere le bibbie dalle camere per evitare di incorrere in un'azione legale. La vicenda s'inserisce in una lunga disputa sull'utilizzo del termine Allah da parte dei non musulmani. Un dizionario malese-latino e latino-malese del 1631 prova che la comunità cristiana malese usa da alcuni secoli la parola Allah per chiamare Dio. Ma negli ultimi anni sempre più esponenti della comunità musulmana hanno accusato i cristiani di «usurpare» il nome del loro Dio. Il 14 ottobre la Corte d'Appello di Kuala Lumpur ha vietato ai non musulmani di utilizzare la parola Allah su pubblicazioni non musulmane perché, si spiega nella sentenza, in questo modo si correrebbe il rischio di attirare l'attenzione di fedeli islamici e d'indurli ad ascoltare il messaggio di altre religioni.
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PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno sistema massonico Bildenberg l'Anticristo usurocrazia, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO: per distruggere Israele]] Ancora chiese profanate, La chiesa cattolica di Seewis-Schmitten, nel cantone dei Grigioni in Svizzera, è stata vandalizzata per la terza volta in pochi giorni. Nella notte tra il 27 e il 28 aprile, ignoti hanno forzato la porta della chiesa, ridicolizzato la statua di un Santo e riempito di un liquido non identifi cato l'acquasantiera. Nei giorni precedenti la chiesa era già stata "visitata" dai vandali per due volte. Nel mese di aprile in Francia sono state vandalizzate due chiese. Mercoledì 9 alcune persone si sono introdotte nella sacrestia della cappella di San Francesco a Rennes, in Bretagna, e hanno danneggiato paramenti ed altri oggetti sacri, oltre a forzare il Tabernacolo. A Nizza, nella notte tra il 26 e il 27 aprile, è stata vandalizzata la chiesa di San Rocco.
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PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno sistema massonico Bildenberg l'Anticristo usurocrazia, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO: per distruggere Israele]] MESSICO, Un seminarista di 21 anni rapito, e ucciso durante, la Settimana Santa Il corpo senza vita di Samuel Gustavi Gomez Veleta è stato ritrovato il 15 aprile. Il giovane alunno del seminario, arcivescovile di Chihuahua era stato mandato a prestare servizio missionario in una comunità rurale durante la Settimana Santa ed è stato rapito nel comune di Aldama un giorno prima del ritrovamento delle sue spoglie. In seguito alla morte del seminarista, monsignor Constancio Miranda Weckmann, arcivescovo di Chihuahua, ha lanciato un appello a tutta la comunità cattolica, chiedendo di «collaborare per porre fine al cancro della violenza e al disprezzo per la vita che cresce nella nostra società».
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]]  BRUNEI Entra in vigore la legge islamica, Malgrado la forte opposizione internazionale, il primo maggio il Brunei, ha esteso l'applicazione della Shari'a al Codice Penale. Il Sultanato è la prima, nazione del sud-est asiatico ad adottare la legge islamica, sebbene vi siano stati altri tentativi in Indonesia, in Malesia e nelle Filippine. In seguito alla decisione, del sultano Hassanal Bolkiah, sarà dunque possibile infliggere pene quali la flagellazione, l'amputazione di arti, e la lapidazione. La notizia preoccupa fortemente la locale comunità cristiana, che rappresenta circa il 13,7% della popolazione.
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PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno sistema massonico Bildenberg l'Anticristo usurocrazia, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO: per distruggere Israele]] Cina Distrutta la chiesa di Wenzhou Non è bastato il coraggio dei 3mila cristiani che il 4 aprile hanno formato una catena umana a protezione dell'edificio religioso. La chiesa protestante Sanjiang di Wenzhou, nella provincia orientale di Zhejiang, è stata demolita il 29 aprile. Secondo le autorità, la struttura, capace di accogliere fino a 4mila fedeli, non rispettava i canoni di costruzione e per questo il 24 marzo è stato emesso un avviso di demolizione. La locale comunità cristiana è tuttavia, convinta che il reale intento delle autorità locali sia porre un freno alla diffusione del cristianesimo nella città, un tempo definita la "Gerusalemme d'Oriente". Sembra supportare questa tesi l'ordine di demolizione emesso per altre nove chiese della provincia di Zhejiang e che il capo della Commissione affari etnici e religiosi della provincia abbia definito «pericolosa ed eccessiva» la propagazione del cristianesimo nella regione.
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PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno sistema massonico Bildenberg l'Anticristo usurocrazia, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO: per distruggere Israele]] India Nuove ingiustizie. ai danni dei cristiani. I cristiani dell'Orissa non hanno avuto giustizia per i pogrom del 2008, delle 3.232 denunce presentate soltanto 828, sono state accolte e si conta appena una condanna per omicidio ogni 20 casi registrati, e continuano a ricevere minacce e intimidazioni. In questo Stato, indiano, infatti, si registrano numerosi casi di aggressioni ai danni della minoranza cristiana, come la distruzione da parte di radicali indù dell'abitazione di Puraful Digal, cattolico di Budruka. Quella dei Digal era tra le 834 abitazioni distrutte nella prima ondata di violenze anticristiane del dicembre 2007. La famiglia era tornata nel proprio villaggio l'anno seguente, ma durante i pogrom dell'agosto 2008 la casa è stata nuovamente rasa al suolo. Grazie al risarcimento offerto dal Governo alle vittime dei pogrom, Digal aveva ricostruito per la terza volta la sua dimora che a fi ne aprile è stata demolita di nuovo. Gli estremisti indù responsabili della distruzione dell'abitazione sono stati identifi cati e arrestati, ma poi
inspiegabilmente rilasciati.
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]]  TURCHIA La basilica bizantina di Santa Sofi a riaperta al culto islamico? Ci sarebbe un piano del Governo Erdogan per riaprire al culto islamico la basilica bizantina Santa Sofia di Istanbul, come da mesi va chiedendo una campagna pubblica. Il piano prevederebbe che essa rimanga museo la mattina, ma di pomeriggio sia destinata al culto islamico. Considerato il divieto musulmano di raffigurare esseri umani nei luoghi di culto gli affreschi bizantini verrebbero oscurati da una luce nera
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]]  UZBEKISTAN. Vietata la sepoltura, di tre cristiani «Gli apostati non possono riposare nello stesso cimitero dei musulmani»:
è questa la motivazione addotta da alcuni leader islamici locali per vietare la tumulazione di tre uzbeki convertitisi al cristianesimo dall'islam. In Uzbekistan i cimiteri appartengono allo Stato, ma le forti pressioni degli imam hanno "convinto" le autorità a non intervenire, nonostante le ripetute richieste dei familiari dei defunti
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]]  aiutiamo la comunità di Kaduna a ricostruire il Centro catechistico della chiesa di Santa Rita distrutta da un attentato kamikaze. Fu l'ennesima domenica di sangue. Era, precisamente, il 28 ottobre 2012 e nella chiesa di Santa Rita a Kaduna era in corso la Messa. Il kamikaze portò l'auto imbottita di esplosivo quasi fi no all'interno della chiesa, sul lato del coro. L'esplosione fu enorme. Uccise 8 persone e ne ferì 145. L'attentato fu attribuito alla setta islamica di Boko Haram e distrusse anche la costruzione attigua alla chiesa, una parte dove si svolgeva l'attività di catechesi. Nelle scorse settimane la comunità ha deciso di ricostruire questa parte (la chiesa è già stata riparata nel corso di questo anno e mezzo). Alla gioia per la decisione di ridefi nire anche i locali destinati alla catechesi è seguita però subito la preoccupazione: le necessità economiche sono superiori alle possibilità delle famiglie del posto. Ma l'arcivescovo di Kaduna, Matthew Man-Oso Ndagoso, le ha rassicurate parlando subito di "Aiuto alla Chiesa che Soffre". «Tutta la comunità della chiesa di Santa Rita spera nei vostri benefattori» ci ha scritto già all'indomani della decisione. Completa delle relative previsioni di spesa, le necessità sono state elencate con precisione: mattoni, legno e altro materiale da costruzione; materiale per impianto elettrico e per la necessaria impermeabilizzazione del tetto. La parte manuale sarà assicurata dai muratori e manovali cristiani locali che, seppur poveri, sono ricchi di buona volontà. SOLIDARIETÀ IN AZIONE / In Nigeria Un gruppo di bambini del catechismo della parrocchia Santa Rita scampati all'attentato. Stato di Kaduna (è uno dei 36 Stati della Federazione Nigeriana) Popolazione: 6.113.000 (è il terzo Stato più popoloso della Federazione) I cristiani appartengono all'etnia Igbo Dal 2000 è tra gli Stati della Federazione che applica
la Shari'a, il diritto penale islamico.
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO]]  17 dicembre 2014, Terrorismo a molte facce: da Monaco e Peshawar, Con l'andar del tempo le facce del terrorismo sono variate, come anche i suoi fini e compiti. Ma in tutti i tempi erano a soffrirne cittadini semplici, tra cui quelli presi in ostaggio. I nuovi esempi tragici sono l'occupazione da un islamista del caffé Lindt nella Sydney australiana e l'attacco armato di terroristi contro una scuola militare nella città pakistana di Peshawar.
Nel 1972 il mondo fu scosso dall'atto terroristico organizzato alle Olimpiadi estive di Monaco. Durante l'operazione speciale non riuscita morirono 11 ostaggi, tutti membri della nazionale israeliana. A partire dagli anni '60 e '70 del secolo scorso il terrorismo internazionale caratterizzato da singoli avvenimenti scioccanti si è trasformato, per quanto cinico ciò possa suonare, in un fenomeno non raro e diffuso in tutto il mondo. E quindi ancor più terribile e pericoloso. È praticamente impossibile paragonare le manifestazioni di terrorismo di allora e di oggi. Se in precedenza i terroristi avevano almeno vaghi obiettivi politici, adesso è tutto diverso, rileva Aleksandr Mikhailov, membro del Consiglio per la politica estera e difensiva: Attualmente il terrorismo è ormai non tanto politico quanto radicale religioso, insensato e spietato, in quanto i fini che si prefiggono i terroristi o gli organizzatori degli atti terroristici sono praticamente irraggiungibili. Ma il fatto è che adesso affrontiamo minacce terroristiche molto grandi, impensabili 20 o 30 anni fa. Oggi esistono centri terroristici che preparano kamikaze per creare minacce a tutto il mondo. Nemmeno l'oceano è una barriera per i terroristi: organizzano atti di terrorismo persino in paesi abbastanza benestanti dal punto di vista dei servizi speciali, ad esempio negli USA. Basta ricordare l'11 settembre 2001, quando due aerei guidati da terroristi, si sono schiantati contro le Torri Gemelle a New York. Sono morte 2.977 persone, più di seimila sono rimaste ferite. È il più terribile attacco terroristico nella storia dell'umanità e un giorno di lutto per tutto il mondo. Nel 2002 a Mosca terroristi hanno occupato il Teatro Dubrovka durante la rappresentazione del musical "Nord-Ost". Sono state prese in ostaggio 916 persone, i morti sono stati più di un centinaio. Nel dicembre 2013 atti terroristici sono avvenuti alla stazione e in un filobus a Volgograd e vi sono pure state vittime. Adesso il mondo ha a che fare con il terrorismo di tipo assolutamente nuovo, ossia con lo Stato islamico che si prefigge di occupare tutto il Medio Oriente. E non solo. Islamisti radicali estendono la geografia della propria attività. Mirano già al Canada e questa settimana è diventata loro bersaglio l'Australia dove sono stati presi in ostaggio visitatori e membri del personale di un caffè di Sydney. Un esempio recente di crudeltà insensata imposta da un'ideologia radicale è l'attacco armato dei guerriglieri del movimento "Tehrik-i-Taliban Pakistan" contro una scuola militare a Peshawar nel nord-ovest del Pakistan. In seguito all'atto terroristico sono morte non meno di 148 persone, prevalentemente allievi. Le azioni dei terroristi diventano sempre più larghe e risonanti. Mietono sempre più vite di persone innocenti. L'attivita degli islamisti radicali è stata innescata dalla politica avventata dell'Occidente. L'imposizione in Oriente dei valori occidentali ha portato al loro rigetto, anche nell'ambiente degli stessi europei ed americani che sostengono sempre più energicamente i propri musulmani. Questo problema cresce come una valanga, dice Vladimir Šapovalov, direttore dell'Istituto della politica, del diritto e dello sviluppo sociale presso l'Università umanitaria "Sholokhov" di Mosca: Oggigiorno la situazione è tale che gli interventi dei terroristi si svolgeranno in tutto il mondo. In primo luogo nei paesi occidentali a causa della loro posizione nei confronti dell'autoproclamato Stato islamico. Ciò vale innanzitutto per gli USA ed UE. Il radicalismo è salito fino al limite. L'intensità degli attacchi terroristici andrà crescendo fino a quando non sarà trovata una soluzione. Penso che questa soluzione debba essere non militare e non politica ma, più probabilmente, economica. I terroristi sono infatti molto stimolati dal foraggiamento in cambio della vendita del petrolio a prezzi stracciati. Deve essere una soluzione capace di tagliare le radici economiche del fenomeno. Altrimenti lo stesso si propagherà ulteriormente.
L'estremismo musulmano va combattuto da tutto il mondo. L'eccessivo assegnamento sulle proprie forze e la sottovalutazione delle possibilità dell'avversario hanno già giocato un brutto scherzo a molti. Sebbene adesso non sia ormai il momento per scherzare.
http://italian.ruvr.ru/2014_12_17/Terrorismo-a-molte-facce-da-Monaco-e-Peshawar-9454/

Le prime pagine in Italia di giovedì 18 Dicembre Roma, Aperture tutte dedicate al disgelo USA-Cuba, con rare eccezioni come Il Fatto che apre ancora sulla politica nazionale e Il Giornale che dedica il titolo principale al rischio terrorismo islamico. Per Il Corriere della Sera l'accento è sull'azione del Pontefice nel processo di distensione tra Cuba e Stati Uniti, con "Crolla l'ultimo muro grazie al Papa". Stesso argomento per La Repubblica che ospita in fotonotizia centrale le immagini di Obama e Castro con il titolo "Cuba, la caduta del Muro". Medesima apertura per la Stampa di Torino, dove trova spazio anche la vicenda dei marò italiani in attesa del processo in India. Secondo Il Giornale "L'ISIS è sbarcato in Italia", con notizie di un fascicolo d'inchiesta aperto dalla Procura di Palermo. Giudici di Palermo in qualche modo al centro delle attenzioni di un altro giornale, Il Fatto Quotidiano, che propone in apertura "La politica commissaria la Procura di Palermo", con riferimento polemico alla scelta del nuovo procuratore capo del capoluogo siciliano. Attenzioni puntate sull'operato di FED e BCE per i quotidiani economici, con Il Sole 24 Ore che propone "La BCE sostiene la Borse. FED paziente sui tassi", come per Milano Finanza che titola"BCE e FED aiutano le borse". http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_18/Le-prime-pagine-in-Italia-di-giovedi-18-Dicembre-3639/

Grande conferenza stampa del Presidente russo Vladimir Putin. Il Presidente russo Vladimir Putin ha aperto la sua conferenza stampa annuale con una panorama degli indici economici del Paese di quest'anno. Secondo il leader russo, la crescita del prodotto interno lordo per i 10 mesi di quest'anno può raggiungere lo 0,7-0,6%. Putin ha riferito che il saldo della bilancia commerciale della Russia è aumentato di 13,3 miliardi di dollari e ha raggiunto 148,4 miliardi di dollari. Alla Russia, nel peggiore dei casi, saranno necessari due anni per superare la crisi, ha detto il Presidente Vladimir Putin durante la sua una grande conferenza stampa. Se la situazione nell'economia russa peggiorerà, occorrerà correggere i piani, ha detto Putin. Allo stesso tempo, il capo di Stato è sicuro che l'uscita della crisi è certa.
Il Presidente ha anche espresso la speranza che continuerà la tendenza al ribasso dei tassi di cambio delle valute estere e il rafforzamento del rublo. Secondo Putin, ilo governo prevede di applicare le misure che sono state utilizzate con successo nel 2008.
La Russia esorta l'Occidente a cessare la costruzione dei muri di separazione. Il Presidente russo Vladimir Putin ha definito giusta la posizione dura di Mosca sulle varie crisi internazionali, tra cui l'ucraina. La posizione della Russia, ha detto Putin, deve far capire ai partner stranieri che è necessario costruire uno comune spazio umanitario di sicurezza. Così il Presidente russo ha commentato le parole di uno dei giornalisti sul fatto che quest'anno per alcune settimane è stato creato un muro di diffidenza, sospetto e alienazione tra la Russia e molti altri Stati. Il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato la disponibilità della Russia a svolgere il ruolo di mediatore per avviare un dialogo in Ucraina tra le parti in conflitto. La crisi in Ucraina dovrebbe essere risolta con mezzi politici il più veloce possibile, ritiene Putin. Parlando alla sua conferenza stampa annuale, il Presidente ha osservato che il blocco economico del Donbass è una strada dannosa per la statualità dell'Ucraina. Ha evidenziato che è una via senza prospettive e porterà solo danni al popolo ucraino. Il Presidente ha sottolineato che la Russia continuerà a fornire assistenza umanitaria al Donbass. E se Kiev vuole ristabilire la pace, deve rispettare gli interessi degli abitanti di questa regione. Nel prossimo futuro l'Europa non troverà fornitore più conveniente e più affidabile della Russia, ha dichiarato Vladimir Putin. Secondo il leader russo, la possibilità di creare un hub europeo del gas al confine tra Turchia e Grecia dipenderà dalla volontà dell'Unione Europea. La Russia, a sua volta, è pronta a lavorare in questa direzione, ha posto l'accento Putin. Ha anche parlato delle forniture del gas russo alla Cina. Il Presidente ha dichiarato che il contratto con la Cina non è svantaggioso per nessuna delle due parti nonostante le reciproche agevolazioni. Gazprom e la cinese CNPC a maggio hanno firmato un contratto trentennale che prevede la fornitura dalla Russia alla Cina di 38 miliardi di metri cubi di gas annuali attraverso la via orientale. Il Presidente russo Vladimir Putin ritiene che la situazione attuale nell'economia del Paese è peggiorata solo per un quarto a causa delle sanzioni occidentali. Secondo il leader russo, le sanzioni non sono il prezzo per l'adesione della Crimea. "Questo è il costo per il nostro desiderio naturale di mantenerci come Stato", ha detto Putin. Il Presidente ha ricordato che dopo il crollo dell'Unione Sovietica la Russia si è aperta ai partner occidentali e in cambio ha ricevuto un "sostegno diretto e completo del terrorismo nel Caucaso del Nord". Putin ha ricordato l'entusiasmo della Russia nei preparativi delle Olimpiadi di Sochi per regalare una festa sportiva a tutto il mondo e i tentativi senza precedenti di impedire la realizzazione dell'evento da parte di alcuni politici in diversi Paesi.
Le autorità russe non si occupano di aizzare le persone che si oppongono alle loro politiche, ha detto il Presidente russo Vladimir Putin.
Il capo di Stato ritiene che la linea tra l'opposizione e la "quinta colonna" è molto sottile. Secondo il Presidente, l'oppositore anche se è molto duro, alla fine lotta per gli interessi della sua patria, ma la "quinta colonna" è composta da persone che eseguono ciò che viene dettato loro a favore degli interessi di un altro Stato.
 http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_18/Grande-conferenza-stampa-del-Presidente-russo-Vladimir-Putin-0489/

Putin: alla Russia sono necessari 2 anni per superare la crisi. Alla Russia, nel peggiore dei casi, saranno necessari due anni per superare la crisi, ha detto il Presidente Vladimir Putin durante la sua una grande conferenza stampa.
Se la situazione nell'economia russa peggiorerà, occorrerà correggere i piani, ha detto Putin. Allo stesso tempo, il capo di Stato è sicuro che l'uscita della crisi è certa. Il Presidente ha anche espresso la speranza che continuerà la tendenza al ribasso dei tassi di cambio delle valute estere e il rafforzamento del rublo. Secondo Putin, ilo governo prevede di applicare le misure che sono state utilizzate con successo nel 2008.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_18/Putin-alla-Russia-sono-necessari-2-anni-per-superare-la-crisi-7265/

La Russia rispetterà tutti i suoi obblighi sociali E' possibile che continui la riduzione dei prezzi del petrolio, ma le autorità russe cercheranno di mantenere gli obblighi sociali assunti, ha detto il Presidente Vladimir Putin alla sua conferenza stampa annuale. Secondo il capo di Stato, la quantità delle riserve disponibili dell'economia russa permetterà alla leadership del Paese di mantenere tutti gli obblighi sociali. Putin ha ricordato che le riserve della Banca Centrale ammontano a 419 miliardi di dollari. Il Presidente ritiene che la situazione attuale dell'economia russa si è sviluppata sotto l'influenza di fattori economici esterni, in particolare dei prezzi per l'energia.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_18/La-Russia-rispettera-tutti-i-suoi-obblighi-sociali-9588/

La Russia esorta l'Occidente a cessare la costruzione dei muri di separazione Il Presidente russo Vladimir Putin ha definito giusta la posizione dura di Mosca sulle varie crisi internazionali, tra cui l'ucraina. La posizione della Russia, ha detto Putin, deve far capire ai partner stranieri che è necessario costruire uno comune spazio umanitario di sicurezza. Così il Presidente russo ha commentato le parole di uno dei giornalisti sul fatto che quest'anno per alcune settimane è stato creato un muro di diffidenza, sospetto e alienazione tra la Russia e molti altri Stati.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_18/La-Russia-esorta-lOccidente-a-cessare-la-costruzione-dei-muri-di-separazione-1451/

Putin: la Russia è pronta a svolgere il ruolo di mediatore in Ucraina Il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato la disponibilità della Russia a svolgere il ruolo di mediatore per avviare un dialogo in Ucraina tra le parti in conflitto. La crisi in Ucraina dovrebbe essere risolta con mezzi politici il più veloce possibile, ritiene Putin.
Parlando alla sua conferenza stampa annuale, il Presidente ha osservato che il blocco economico del Donbass è una strada dannosa per la statualità dell'Ucraina. Ha evidenziato che è una via senza prospettive e porterà solo danni al popolo ucraino. Il Presidente ha sottolineato che la Russia continuerà a fornire assistenza umanitaria al Donbass. E se Kiev vuole ristabilire la pace, deve rispettare gli interessi degli abitanti di questa regione.
http://italian.ruvr.ru/2014_12_18/Putin-la-Russia-e-pronta-a-svolgere-il-ruolo-di-mediatore-in-Ucraina-2323/

Putin: la Russia rimane un fornitore affidabile del gas per l'Europa Nel prossimo futuro l'Europa non troverà fornitore più conveniente e più affidabile della Russia, ha dichiarato Vladimir Putin.
Secondo il leader russo, la possibilità di creare un hub europeo del gas al confine tra Turchia e Grecia dipenderà dalla volontà dell'Unione Europea. La Russia, a sua volta, è pronta a lavorare in questa direzione, ha posto l'accento Putin.
Ha anche parlato delle forniture del gas russo alla Cina. Il Presidente ha dichiarato che il contratto con la Cina non è svantaggioso per nessuna delle due parti nonostante le reciproche agevolazioni.
Gazprom e la cinese CNPC a maggio hanno firmato un contratto trentennale che prevede la fornitura dalla Russia alla Cina di 38 miliardi di metri cubi di gas annuali attraverso la via orientale.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_18/Putin-la-Russia-rimane-un-fornitore-affidabile-del-gas-per-lEuropa-3040/

L'economia russa è solo per un quarto dipende dalle sanzioni Il Presidente russo Vladimir Putin ritiene che la situazione attuale nell'economia del Paese è peggiorata solo per un quarto a causa delle sanzioni occidentali.
Secondo il leader russo, le sanzioni non sono il prezzo per l'adesione della Crimea. "Questo è il costo per il nostro desiderio naturale di mantenerci come Stato", ha detto Putin. Il Presidente ha ricordato che dopo il crollo dell'Unione Sovietica la Russia si è aperta ai partner occidentali e in cambio ha ricevuto un "sostegno diretto e completo del terrorismo nel Caucaso del Nord". Putin ha ricordato l'entusiasmo della Russia nei preparativi delle Olimpiadi di Sochi per regalare una festa sportiva a tutto il mondo e i tentativi senza precedenti di impedire la realizzazione dell'evento da parte di alcuni politici in diversi Paesi.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_18/Leconomia-russa-e-solo-per-un-quarto-dipende-dalle-sanzioni-8429/

Le autorità russe non si occupano di aizzare le persone Le autorità russe non si occupano di aizzare le persone che si oppongono alle loro politiche, ha detto il Presidente russo Vladimir Putin.
Il capo di Stato ritiene che la linea tra l'opposizione e la "quinta colonna" è molto sottile. Secondo il Presidente, l'oppositore anche se è molto duro, alla fine lotta per gli interessi della sua patria, ma la "quinta colonna" è composta da persone che eseguono ciò che viene dettato loro a favore degli interessi di un altro Stato.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_18/Le-autorita-russe-non-si-occupano-di-aizzare-le-persone-0724/

17 dicembre 2014, La tragedia non raccontata del Donbass. http://cdn.ruvr.ru/download/2014/12/17/13/bertolasi_donbass_dicembre.mp3
Scuole, chiese, ospedali distrutti. Questa è la drammatica realtà che vivono diverse città del Donbass. Come vivono gli abitanti di queste città ridotte in macerie? I bombardamenti contro la popolazione e le infrastrutture del Donbass risuonano nel bel centro dell'Europa, ma i giornali italiani ne parlano? Per avere il quadro della situazione ci rivolgiamo all'antropologo Eliseo Bertolasi, ricercatore associato all'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie. In collegamento dal Donbass Bertolasi offre a La Voce della Russia la sua preziosa testimonianza diretta sul campo.
- Eliseo, dove ti trovi adesso?
- Buongiorno a tutti, in questo momento mi trovo a Donezk, ci sono arrivato ieri sera tardi. Presto uscirò in città per andare a verificare come vive la popolazione di Donezk.
- Sei arrivato alcuni giorni fa nel Donbass, che cos'hai già visto?
-Io sono arrivato qualche giorno fa e ho avuto modo di visitare alcune città della regione di Lugansk. Ovviamente sono stato nella stessa Lugansk, a Pervomaisk, nella cittadina di Novosvetlovka, a circa 10 chilometri da Lugansk.
- Com'è la situazione in queste città? Ci sono i bombardamenti o c'è stata la tregua?
- Nella giornata del 15 dicembre mi trovavo a Lugansk nel primo pomeriggio e per circa un'ora ho sentito in lontananza dei colpi di artiglieria. È evidente che la gente desidera al più presto possibile la pace, nonostante ciò mi sembra pessimista sul fatto che questa guerra possa risolversi a breve termine. Come vive la gente? A Lugansk sembra che la vita stia iniziando a ripartire, la situazione rimane però drammatica nei villaggi, soprattutto adesso che è inverno e quando tutto è stato praticamente distrutto. La gente vive soprattutto grazie agli aiuti umanitari arrivati da Mosca. Sappiamo che Kiev ha sospeso l'erogazione delle pensioni e dei vari servizi sociali. Il battaglione umanitario cosacco istituisce dei punti di distribuzione dei vari centri con medicinali, alimenti. Cercano di supportare il più possibile le esigenze della popolazione stremata, parlo di civili, anziani, bambini, donne.
Si vive un po' in tutta la Repubblica una sorta di mobilitazione generale dove tutti contribuiscono a far qualcosa. Emergono una forte socialità, cooperazione e solidarietà reciproca tra le persone.
- Come funziona la vita in questi villaggi: di giorno vedi della gente per strada? Com'è un giorno tipico di una persona in guerra in una città quasi totalmente distrutta?
- A Pervomaisk, a Novosvetlovka si vedono in giro pochissime persone, molti si sono rifugiati all'inizio del conflitto dall'altra parte del confine, in Russia. Sono rimasti soprattutto gli anziani. Sono rimaste le persone che avevano problemi fisici per spostarsi. Vivono nella più totale povertà, nell'attesa che arrivino degli aiuti da parte della guardia cosacca. Nella cittadina di Novosvetlovka ho visitato l'ospedale, o meglio, quello che ne è rimasto. Sono stato accolto da un medico che con le lacrime agli occhi mi raccontava quello che è successo. In questa cittadina si trova quella che gli abitanti di Lugansk chiamano la "via della vita". Si tratta di una magistrale che collega Lugansk con la Russia. Questa via ha dato la possibilità a molti cittadini di Lugansk di trovare rifugio in Russia ed è la strada dalla quale arrivano gli aiuti umanitari di Mosca.
L'esercito ucraino quest'estate ha deciso di interrompere questa via ed ha attaccato e assediato la città bloccando questa connessione. C'è stato poi un contrattacco delle forze della Repubblica popolare di Donezk che sono riuscite a respingere le forze ucraine e a ristabilire questo collegamento. Il problema è che la cittadina di Novosvetlovka è stata assediata per un mese dalle forze ucraine. Qui ho visto tutto distrutto: ospedale, scuola, la casa della cultura, le infrastrutture, l'acquedotto. È stata bombardata anche la chiesa!
- Non sono state risparmiate neanche le chiese e le scuole, gli ospedali. Che sensazioni hai provato nel vedere di persona tutta questa distruzione?
- Le sensazioni sono indescrivibili. Ho provato una sensazione di orrore, perché non dimentichiamoci che questa guerra non ha risalto mediatico in Italia e si trova a sole 3 ore di volo dalle nostre città italiane. Com'è possibile che si arrivi ad un livello totale di distruzione sui villaggi, le infrastrutture, sulla popolazione civile senza che ci sia nessun grido di protesta verso tutto ciò. Sono stato all'ospedale e ho visto reparti completamente distrutti, non c'è più nulla. L'ospedale lavora adesso solo come piccolo presidio ambulatoriale. Il medico che mi ha accolto piangendo mi implorava di tornare in Italia e chiedere aiuti per l'ospedale, persone che possano inviare dei macchinari e medicinali. Questa è la situazione drammatica che ho visto davanti ai miei occhi.
- Mettiamo i puntini sulle "i", perché spesso nei media si fa molta confusione. Siamo precisi con i termini: da dove venivano i colpi, cosa ti hanno raccontato i civili, che hanno vissuto i bombardamenti?
- La città di Novosvetlovka si trova su questa via, che è stata interrotta dall'esercito ucraino e questo livello di distruzione è stato messo in atto dall'esercito ucraino. La popolazione sul posto fa una distinzione: l'esercito ucraino ha un tipo di atteggiamento nei loro confronti e i battaglioni punitivi della guardia nazionale invece sono molto più incisivi nella loro azione "punitiva" verso la popolazione. Questo è un dato di fatto. Questa famosa leggenda, che io definisco metropolitana, per cui i difensori di Lugansk arriverebbero a spararsi addosso per far ricadere la colpa su Kiev è qualcosa di comico. Invito chi crede a questa leggenda di venire sul posto per vedere con i propri occhi e verificare come stanno le cose. http://italian.ruvr.ru/2014_12_17/La-tragedia-non-raccontata-del-Donbass-4439/

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Martedì, 02 Dicembre 2014. La Francia definisce l'aborto come "diritto fondamentale". Il commento del giurista Carlo Cardia
Fa discutere la decisione del Parlamento francese che, ieri, con una risoluzione, ha deciso di definire l'aborto "diritto fondamentale". Una decisione che si allinea ad un trend che vede in molti Paesi affievolirsi il diritto alla vita e all'obiezione di coscienza. Diritti, invece, ribaditi come fondamentali da Papa Francesco nel recente incontro con l'Associazione dei Medici Cattolici. Alessandro Gisotti ne ha parlato con il giurista Carlo Cardia, docente di diritto ecclesiastico all'Università Roma Tre:
R. – Io resto stupito, anche se devo dire che come giurista ho assistito ad altri fenomeni di questo tipo, che hanno un nome: rinnegare i diritti umani sanciti nelle Carte internazionali del secondo Novecento. Perché parlare dell'aborto come "diritto fondamentale" vuol dire negare il diritto alla vita, che è alla base di tutte le convenzioni e le dichiarazioni internazionali sui diritti umani, a cominciare dalla Dichiarazione Universale del 1948. Oggi noi abbiamo un parlamento che rinnega il diritto alla vita, che è la base di tutte le Carte internazionali dei diritti umani. Non si tratta di uno strappo: si è rotta la diga! Si è – come dire – aperta la strada per dire che di fronte ad una gravidanza uno può fare quello che vuole: perché se è un diritto fondamentale, può fare quello che vuole e nessuno vi si può opporre. E poi dico una cosa che potrebbe scandalizzare: se è un diritto fondamentale lo Stato deve aiutare l'esercizio di questo diritto.

D. – Come è possibile che si sia arrivato a questo, proprio a livello giuridico?
R. – A me non stupisce, perché non è la prima volta che vengono rinnegati dei diritti umani sia nell'ambito dell'aborto, sia ad altri livelli. Nelle Carte internazionali dei diritti umani, il matrimonio è previsto fra uomo e donna: uomini e donne possono sposarsi per… etc. etc. La legislazione che in alcuni Paesi ha introdotto il matrimonio omosessuale è contraria a queste Carte dei diritti umani. Uno poi le può anche cambiare, per carità! Però va detto. Le adozioni per le coppie omosessuali: in tutte le Carte internazionali, a cominciare da quella che parla dei diritti del fanciullo, è prevista ed esaltata la funzione dei genitori, del padre e in particolare della madre. Vi sono legislazioni che consentono che un bambino non abbia mai la mamma! E' una violazione terribile dei diritti umani!

D. – Da quello che mi dice, possiamo affermare in un modo brutale che le Carte internazionali sono ormai quasi cartastraccia?
R. – Prima io dicevo, fino a un po' di tempo fa, che ce le stavamo dimenticando: adesso le stiamo stracciando! Quindi si può usare, come no! Ma le faccio un altro esempio: a livello universale, la libertà di coscienza e quindi il diritto di obiezione di coscienza è stato sempre considerato un fatto acquisito… Bene, l'obiezione di coscienza viene oggi negata a diversi livelli negli Stati Uniti, con il famoso Obama Care che riguardava l'obbligo delle istituzioni religiose di distribuire e di pagare la contraccezione; a livello di aborto già in Inghilterra c'è già stata una erosione fortissima, perché sono state poste limitazioni agli obiettori di coscienza; l'obiezione di coscienza è stata negata per il matrimonio omosessuali in Francia, in Spagna… Io potrei continuare per mezz'ora. Noi abbiamo avuto, anche a questo livello, una erosione di un qualche cosa che è fondamentale, anche perché riguarda la coscienza di tutti i cittadini: quindi non dico che pacificava la società – per carità di Dio! – ma certo rispettava un nucleo essenziale. Quindi è un po' un disegno complessivo e noi dobbiamo rifletterci su questo: una erosione di tutto il panorama dei diritti umani. Facciamo una piccola riflessione: i diritti umani erano un patrimonio prezioso per l'Europa, perché avevano un significato antitotalitario. Lo Stato non può fare quello che vuole; lo Stato non ha il dominio sull'uomo. Oggi noi stiamo scrivendo delle leggi in cui l'uomo ha il dominio sull'altro uomo: c'è un totalitarismo individuale. Quello che era un patrimonio noi lo stiamo erodendo, lo stiamo svendendo. Come parleremo ai popoli che oggi vivono in una condizione di povertà, di miseria, di abbandono, quando noi stessi diremo: "No, la vita non vale niente!"… Ecco, l'Occidente perde la sua voce!
Fonte: Radio Vaticana - 28/11/14
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 28/11/2014. PAKISTAN: fra mille persecuzioni nasce la prima radio web cattolica
http://www.lucisullest.it/category/documenti-e-approfondimenti/persecuzione/
Karachi (Agenzia Fides) – Diffondere l'annuncio del Vangelo nell'etere: è questo il fine di "Good News radio", la prima radio cattolica nata in Pakistan, lanciata dall'arcidiocesi di Karachi, guidata dal Vescovo Joseph Coutts, che è anche Presidente della Conferenza episcopale del Pakistan.
Come riferito a Fides da P Arthur Charles, Segretario della Commissione per le comunicazioni sociali dei Vescovi pakistani, l'inaugurazione si è svolta nella scuola superiore di St. Patrick, a Karachi, il 22 novembre, alla presenza di oltre mille fedeli. Alle trasmissioni collaboreranno preti, religiosi e laici. Un gruppo di 7 volontari garantisce sei ore di contenuti originali dal vivo ogni giorno.
P. Arthur Charles, che ha ideato il progetto, ricorda a Fides che "si possono usare i mass media per evangelizzare. La radio sarà uno strumento per arricchire la vita degli ascoltatori nel nostro paese":
"Abbiamo pensato che, con l'avvento di internet a banda larga, la radio fosse uno dei media online da utilizzare. Offre opportunità che non si trovano altrove, battendo anche la radio tradizionale come piattaforma e possibilità di ascolti" ha spiegato
http://www.lucisullest.it/category/documenti-e-approfondimenti/persecuzione/
"In tal modo il Signore si serve di noi per il suo Regno. Se non possiamo andare in luoghi difficili o remoti a predicare il messaggio di Gesù, con la radio e gli altri mass media portiamo il Vangelo ovunque. E' come gettare un seme" aggiunge
http://www.lucisullest.it/category/documenti-e-approfondimenti/persecuzione/
"Good News radio" sarà più di una semplice "talk radio", spiegherà l'insegnamento della Chiesa, commentando questioni sociali, eventi globali, attualità, ma proponendo anche teologia e apologetica. L'Arcivescovo Joseph Coutts ha commentato: "Rendiamo grazie a Dio e mettiamo il progetto della radio nelle sue mani. Speriamo che le persone in tutto il paese ricevano un messaggio di speranza per migliorare la loro vita secondo valori di pace, amore e armonia". (PA) (Agenzia Fides 27/11/2014. )
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28/11/2014. NIGERIA: Boko Haram progetta attentati con kamikaze travestiti da suora
http://www.lucisullest.it/category/documenti-e-approfondimenti/persecuzione/
Abuja (Agenzia Fides) – I terroristi di Boko Haram progettano attentati con kamikaze travestiti da suore. "Qualche mese fa a Kano (nel nord della Nigeria) la polizia ha scoperto dei sarti che stavano cucendo delle tuniche da suora destinati ad attentatori che dovevano mescolarsi tra la folla di fedeli per farsi saltare in aria" dice all'Agenzia Fides p. Patrick Tor Alumuku, Direttore delle Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Abuja, la capitale federale della Nigeria.
http://www.lucisullest.it/category/documenti-e-approfondimenti/persecuzione/
"Nell'ultimo mese in Nigeria ci sono stati almeno 4 o 5 attentati commessi da donne suicide" ricorda il sacerdote. "L'ultimo è quello nel mercato di Maiduguri, il 25 novembre, con due donne suicide che ha provocato secondo l'ultimo bilancio 70 morti. In precedenza attentati simili sono avvenuti all'università di Kano e in quella di Kotangora, mentre la settimana scorsa una ragazza si è fatta esplodere in un'aula di una scuola con trenta studenti".
"L'allarme per il crescente ricorso ad attentatrici suicide è dimostrato dal fatto che la polizia nigeriana ha consigliato di abbreviare i tempi di esposizione del Santissimo Sacramento nelle chiese di Abuja domenica 23 novembre, festa di Cristo Re, e di ridurre la processione. La polizia ci ha consigliato di allontanare le donne sconosciute che sembrano incinta perché le attentatrici nascondono le bombe sotto false pance" dice p. Patrick.
http://www.lucisullest.it/category/documenti-e-approfondimenti/persecuzione/
"Boko Haram cerca sempre nuovi modi per seminare il terrore ma noi come Chiesa vogliamo seminare la speranza grazie anche all'emittente cattolica per la quale il 9 dicembre lanceremo la raccolta fondi" conclude p. Patrick. (L.M.) (Agenzia Fides 27/11/2014. )
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26/11/2014.
INDIA: gli estremisti indù: i missionari cattolici nelle scuole non siano chiamati "padre"
http://www.lucisullest.it/category/documenti-e-approfondimenti/persecuzione/
Raipur (Agenzia Fides) – I missionari delle scuole cattoliche dello stato indiano di Chhattisgarh che sono impegnati nell'insegnamento, come presidi o docenti, non dovranno più essere chiamati "padre" ma solo "signore". Come appreso dall'Agenzia Fides, è l'imposizione
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VIDEO: reportage "Gli occhi della Guerra" sulle persecuzioni cristiane in Iraq
Questa è la testimonianza di Fausto Biloslavo, reporter de "Gli occhi della Guerra", che ci racconta con questo video il dramma dei cristiani perseguitati in Iraq:
"Da qualche giorno sono tornato dall'Iraq!
Vi ho portato nella stanza della morte del Califfo, dove l'Isis tortura e impicca gli infedeli. Abbiamo vissuto in prima linea la battaglia degli iracheni e dei peshmerga contro l'avanzata dello Stato Islamico. Siamo stati testimoni dello sbarco dei primi militari italiani in Kurdistan. Ma soprattutto insieme abbiamo ascoltato l'appello dei 120mila profughi cristiani nel nord dell'Iraq e abbiamo visitato la tendopoli che accoglie i nostri fratelli che non hanno più un tetto degno di questo nome.
Abbiamo ascoltato i racconti terribili delle famiglie perseguitate dagli jihadisti, costrette a convertirsi all'islam a forza e derubate di tutto. Siamo entrati nelle loro case, saccheggiate e distrutte prima dall'Isis poi dai curdi. Siamo stati con loro a messa sotto un tendone dove pregavano per tornare nelle loro case occupate dai tagliagole del Califfato."
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RUSSIA: la Russia prepara una risoluzione sulla difesa dei cristiani in Medio Oriente
Mosca (Agenzia Fides) – La Russia sta valutando "la possibilità di sottoporre al Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite – organismo delle Nazioni Unite con sede a Ginevra – una risoluzione per sollecitare misure internazionali di protezione per le comunità cristiane del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale", ed "esperti russi stanno già lavorando al testo del documento". A rivelare l'iniziativa in preparazione da parte della Russia è il diplomatico russo Alexander Yakovenko, attuale Ambasciatore russo presso il Regno Unito, che fino al 2011 è stato vice-ministro degli esteri delle Federazione russa.
In un intervento pubblicato sul sito del canale russo in lingua inglese RT.com, il diplomatico russo – noto per il lavoro svolto nell'ambito delle organizzazioni internazionali multilaterali e nel campo della cooperazione umanitaria – riferisce anche che al prossimo Consiglio ministeriale dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), in programma a Basilea il 4 e 5 dicembre, la rappresentanza russa richiederà di studiare misure per sostenere e soccorrere i cristiani in Medio Oriente nella difficile condizione che si trovano a vivere in molte aree della regione, sollecitando in questa direzione un coinvolgimento più deciso soprattutto dei Paesi europei. (GV) (Agenzia Fides 27/11/2014. ).
 RUSSIA: la Russia prepara una risoluzione sulla difesa dei cristiani in Medio Oriente
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 TERRASANTA: il Patriarca Twal dopo l'attacco alla sinagoga di Gerusalemme: interrompere la spirale delle vendette
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 SIRIA: Frate Alsabagh (parroco), "per i cristiani la situazione è drammatica"
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 Kenya, strage di operai cristiani. È caccia ai lavoratori «infedeli»
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[ SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO ]] ATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO ]] SPA BANCA MONDIALE! ]
http://www.medaglia-miracolosa.it/
"Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo"
Queste sono state le straordinarie parole pronunciate dalla Madonna in occasione delle sue manifestazioni a Santa Caterina Labouré, nel 1830.
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http://www.medaglia-miracolosa.it/  
Spunti luglio 2014.
Mentre in occidente noi cerchiamo il benessere e la tranquillità ad ogni costo, in altre parti del mondo dei fratelli molto più coerenti confessano Nostro Signore fino a versare il sangue…
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO ]] ATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO!
http://www.lucisullest.it/category/pubblicazioni/il-periodico-spunti/
 Papa Francesco La fede non si negozia. Quando incominciamo a tagliare la fede, a negoziare la fede, un po' a venderla al migliore offerente incominciamo la strada dell'apostasia, della non-fedeltà al Signore.
Per trovare i martiri non è necessario andare alle catacombe o al Colosseo: i martiri sono vivi adesso, in tanti Paesi. I cristiani sono perseguitati per la fede. In alcuni Paesi non possono portare la croce: sono puniti se lo fanno. Oggi, nel secolo XXI, la nostra Chiesa è una Chiesa dei martiri.
La grazia della fede, dobbiamo chiederla, tutti i giorni: "Signore, custodisci la mia fede, falla crescere, che la mia fede sia forte, coraggiosa, e aiutami nei momenti in cui devo renderla pubblica. Dammi il coraggio".
Omelia della Messa presso la Cappellina della Casa Santa Marta, 6 Aprile 2013
http://www.osservatoriocristianofobia.it/
Ferma la Cristianofobia! Dal 2000 ad oggi i cristiani vittime di persecuzioni sono stati 160 mila ogni anno. Ogni cinque minuti un cristiano è stato ucciso a causa della propria Fede. Tutto ciò non può essere accettato, perché costituisce un'offesa a Dio e alla dignità umana; inoltre, è una minaccia alla sicurezza e alla pace e impedisce la realizzazione di un autentico sviluppo umano integrale.
Firma la petizione!
 5 dicembre 2014.
VIDEO: Fausto Biloslavo per "Gli occhi della Guerra"
Questa è la testimonianza di Fausto Biloslavo, reporter de "Gli occhi della Guerra", che ci racconta con questo video il dramma dei cristiani perseguitati in Iraq: "Da qualche giorno …
«Asia Bibi sta male. Aiutatemi a salvarla»
5 dicembre 2014.
«Asia Bibi sta male. Aiutatemi a salvarla»
Chi difende Asia Bibi muore. E per Mushtaq Gill, 33 anni, tre figli e una ong nel Punjab, ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. «Hanno più volte tentato di farmi fuori, …
Avvento in Siria: Lettera accorata dell'arcivescovo di Damasco Samir Nassar
5 dicembre 2014.
Avvento in Siria: Lettera accorata dell'arcivescovo di Damasco Samir Nassar!
Natale di desolazione: Messaggio dell'arcivescovo maronita di Damasco in occasione dell'inizio dell'Avvento "I nostri vicini non ci vogliono, non c'è più spazio per noi" 1) LA GLOBALIZZAZIONE DELLA …
«Il mio compito è essere un punto interrogativo e una presenza davanti a Dio»
5 dicembre 2014.
«Il mio compito è essere un punto interrogativo e una presenza davanti a Dio»
Il 5 febbraio 2006 don Andrea Santoro è stato ucciso mentre pregava rivolto verso l'altare della chiesa di Santa Maria a Trebisonda, in Turchia. Nel 2011 ha preso il suo …
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SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO ]] ATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO! ]] Asia Bibi, gli sposi arsi nel forno e la storia del bicchiere d'acqua. «La legge sulla blasfemia serve a perseguitarci»
Sardar Mushtaq Gill, cristiano pakistano di 33 anni, sposato con tre figli, è uno degli otto legali di Asia Bibi ma più che l'avvocato voleva fare il tecnico. Ha cominciato a cambiare idea quando in prima media, all'età di 11 anni, si è trovato in classe con 70 musulmani e due cristiani. Un giorno d'estate, quando il caldo supera i 40 gradi, uno dei suoi compagni cristiani si è alzato per bere un bicchiere d'acqua dal refrigeratore presente in classe. Alla fine della giornata il preside ha preso i tre cristiani da parte: "Quell'acqua non è per voi. Se la bevete i vostri compagni musulmani si offendono", ha detto loro.
«A quelle parole sono scoppiato a piangere», racconta Gill a tempi.it. «Se ho scelto di fare l'avvocato è perché i miei figli non dovessero subire tutte le discriminazioni che io ho subito durante la mia infanzia». Incontriamo l'avvocato della pakistana condannata a morte per blasfemia a Piacenza, dove il 3 dicembre ha tenuto una conferenza all'università cattolica del Sacro cuore. Gill è venuto per la prima volta in Italia per visitare il comune piacentino di Borgonovo, che ad aprile ha concesso ad Asia Bibi la cittadinanza onoraria. «È un piccolo gesto ma serve per provare a tenere un po' alto il morale», confessa l'avvocato.
Per Asia Bibi, la prima donna condannata a morte per blasfemia in Pakistan, il prossimo 12 dicembre sarà un triste anniversario, che segnerà la sua permanenza in carcere da duemila giorni, circa cinque anni e mezzo. Tutto per aver bevuto un bicchiere d'acqua. Il 24 novembre Gill, che è presidente dell'organizzazione Lead, ha depositato l'appello alla Corte suprema del Pakistan: se anche in terzo grado la donna sarà condannata a morte, solo il presidente del Paese Mamnoon Hussain potrà salvarla concedendo la grazia. Altrimenti sarà impiccata. Avvocato, prima del verdetto eravate certi che l'Alta corte di Lahore avrebbe riconosciuto i vostri argomenti. Invece il 24 ottobre ha confermato la condanna a morte per Asia Bibi. Come mai?
Questo processo non si è mai svolto regolarmente fin dal principio. Dal punto di vista tecnico, l'Alta corte ha rigettato il nostro appello perché non abbiamo contro-interrogato i testimoni dell'accusa. Dunque, è come se avessimo avallato le loro tesi.
Perchè non l'avete fatto?
Perché non c'erano le condizioni. Quando si tratta di insulti blasfemi è quasi impossibile contro-interrogare i testimoni perché si può essere accusati di essere blasfemi a propria volta. L'avvocato che ha condotto il processo, il signor Chaudry, è musulmano ed era tremendamente sotto pressione, così come il giudice. In aula era presente un gruppo di estremisti islamici, venuti per far sentire la loro presenza, che rumoreggiavano e gridavano in continuazione slogan: "Allahu akbar" (Dio è il più grande) e "blasfema!". In casi precedenti di blasfemia, un giudice era stato ucciso, così il nostro voleva chiudere in fretta il processo. Chaudry voleva contro-interrogare i testimoni ma… Ma? Non è proprio stato possibile. Gli avvocati dell'accusa sono molto aggressivi, li conosciamo. Si occupano solo di casi di blasfemia ed erano legati ai gruppi estremisti presenti in aula. Abbiamo l'ufficio davanti al loro a Lahore e non ci hanno mai salutato né stretto la mano. Se potessero, ci aggredirebbero. Sono loro che hanno imposto restrizioni agli avvocati della difesa. Infatti solo Chaudry poteva condurre il processo. E non è l'unica irregolarità.
Quali sono le altre? Secondo la legge, solo i più alti ufficiali di polizia possono occuparsi dei casi di blasfemia. Ma questo non è avvenuto per Asia Bibi. Durante il primo grado di processo, il suo avvocato difensore è stato accolto in tribunale dal cancelliere, che gli ha puntato direttamente una pistola alla testa. È questo che intendo quando parlo di pressioni.
La Corte suprema accetterà la vostra richiesta di appello?
Non lo sappiamo ma siamo fiduciosi, perché in altri casi precedenti di blasfemia è avvenuto. Nell'Alta corte c'era troppa pressione, nella Corte suprema no. Il marito di Asia Bibi ha già chiesto la grazia al presidente del Pakistan.
Sì, ma io temo che questa strada sia difficile da praticare. Ovviamente spero che possa intervenire ma la maggioranza del Paese lo metterà sotto pressione. Avrebbe bisogno di coraggio e forse le pressioni dei governi internazionali potranno aiutare. Ma la cosa più semplice sarebbe ottenere l'assoluzione dalla Corte suprema. Io temo che questa decisione però richiederà almeno un anno, forse due.
Asia Bibi è pronta a scontare altri due anni di carcere?
Suo marito l'ha incontrata settimana scorsa e l'ha trovata molto depressa. Quando le hanno detto che l'Alta corte aveva rigettato l'appello si sentiva frustrata, non capiva e ha perso ogni fiducia nei giudici. Sta male anche fisicamente e inizia a manifestare qualche problema di ordine psicologico. La sua prigione purtroppo è peggiore delle altre.
Perché? Per lei è un doppio supplizio. La prigione è già una punizione in sé ma lei è in isolamento, perché si teme che qualcuno possa assassinarla, come avvenuto in altri casi in carcere per gli accusati di blasfemia. La sua cella poi è piccolissima, non c'è luce naturale ed è molto buia. Come si può arrivare ad uccidere un imputato in carcere?
Questo succede perché i giudici stessi e l'islam giustificano tali azioni. Ho portato con me alcune sentenze che fanno capire perché questa violenza si scatena solo quando ad essere accusati di blasfemia sono i cristiani. In una sentenza ad esempio la Corte scrive: "Nessun musulmano può essere condannato a morte per blasfemia se nega chiaramente le accuse e afferma di essere un vero musulmano". Si capisce? Non ha bisogno neanche di testimoni, mentre per i cristiani le regole sono diverse.
Cioè? http://www.lucisullest.it/asia-bibi-gli-sposi-arsi-nel-forno-e-la-storia-del-bicchiere-dacqua-la-legge-sulla-blasfemia-serve-a-perseguitarci/ Si dà per scontato che i cristiani siano blasfemi perché non credono in Allah. Ecco perché per condannarli a morte basta anche una sola persona che renda testimonianza per iscritto. Una solo, mentre per altri reati non è così. In un'altra sentenza di condanna a morte di una coppia cristiana, una Corte ha citato letteralmente un caso tratto dalla storia islamica, nel quale si racconta che un uomo cieco uccise la schiava da cui aveva avuto due figli perché questa insultava Maometto. E quando Maometto chiese all'uomo perché l'avesse uccisa, lui rispose: "Perché ti insultava". Allora Maometto gli avrebbe detto che l'assassinio era giusto. Si capisce? Al Corano, agli hadith e alla storia islamica ci si appella nelle sentenze dei tribunali, non alla legge. E quando un giudice giustifica in base all'islam in una Corte l'uccisione di un cristiano, è normale che poi la gente si faccia giustizia da sola per strada.
I dati però dicono che tra il 1987 e il 2014. , 1.438 presone sono state accusate di blasfemia: la metà di queste erano musulmane. Dunque anche loro soffrono per questa legge.
Certo, ma c'è una differenza. Non solo ai musulmani basta negare le accuse per essere assolti, quando sono implicati loro non c'è mai la violenza che vediamo con i cristiani. Faccio due esempi. Nel 2005 un professore musulmano molto importante è stato accusato di blasfemia per aver insultato il Profeta. Gli ulema, i dottori della legge delle varie sette islamiche, si sono riuniti a consiglio e dopo aver sentito le parti hanno deciso che il professore era un buon musulmano e non era colpevole.
E il secondo caso?
L'anno scorso, gli studenti di una scuola coranica sono rientrati dopo le vacanze estive e hanno pulito le classi. Tra le cartacce bruciate all'esterno dell'edificio un passante ha riconosciuto una pagina del Corano. Allora hanno accusato uno dei ragazzi di blasfemia. Ancora gli ulema si sono riuniti e hanno deciso che nonostante una pagina del Corano fosse davvero stata bruciata, siccome quel ragazzo era minorenne e musulmano, di sicuro non aveva davvero intenzione di farlo.
Non l'aveva fatto apposta.
Esatto. Ma se al suo posto ci fosse stato un cristiano? L'abbiamo appena visto: a inizio novembre una coppia di cristiani è stata torturata e poi bruciata viva perché la donna era stata accusata di avere bruciato una pagina del Corano. La legge è la stessa ma il trattamento delle persone cambia. I cristiani non saranno mai al sicuro fino a quando ci sarà la legge sulla blasfemia.
Neanche lei è al sicuro da quando ha deciso di intraprendere la carriera di avvocato.
Nel 2013 hanno crivellato la mia casa di colpi di arma da fuoco. Da allora mia moglie è molto preoccupata ma ogni cristiano viene discriminato di continuo. Quando un mio amico musulmano mi chiede cosa penso del Corano, io non posso rispondere. E non posso neanche dire che Gesù è figlio di Dio, perché altrimenti mi accuserebbero di avere detto che Maometto è un falso profeta. È così che Asia Bibi è stata accusata ed è per questo che le Chiese hanno chiesto a tutti i cristiani di non parlare della propria fede con i musulmani.
Quando hanno fatto questa richiesta?
Specialmente dopo l'11 settembre, quando la situazione è peggiorata, le Chiese hanno deciso di non diffondere in nessun modo il cristianesimo, anche se la Costituzione ce lo consente come diritto. Hanno ordinato a tutti di non parlare della propria fede con i musulmani. Così si può dire che il vero scopo della legge sulla blasfemia sia stato raggiunto.
Quale scopo?
Questa legge è fatta apposta per perseguitare i cristiani. L'obiettivo degli estremisti è impedire che il cristianesimo si diffonda. Ecco perché questa legge deve essere modificata. Perché cancella la nostra libertà religiosa, la nostra libertà di espressione e gli altri nostri diritti fondamentali.
Lei però non si è lasciato intimidire.
Io so di rischiare la vita ma non mi importa. Fare l'avvocato non era il mio piano, è la mia vocazione. È la strada che Dio ha scelto per me e Lui mi sostiene nel percorrerla. E poi ho sempre avuto il piglio giusto. Quando all'università un professore di diritto si è messo a dire che l'Occidente era civilizzato solo perché i suoi popoli hanno seguito il Corano e che Gesù non era davvero figlio di Dio, io mi sono alzato e gli ho detto: "Perché parla di queste cose? Non è la sua materia". Lui si è zittito, si è scusato e ha ripreso a fare lezione.
(Leone Grotti) (Tempi, 05/12/2014. )
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Le milizie islamiche somale uccidono 36 persone, alcuni decapitati. Dormivano per terra, sotto tende di fortuna. Teloni arancioni fissati al suolo dai sassi. L'una di notte, gli spari in aria, il risveglio improvviso. Il sopravvissuto Peter Nderitu racconta alla Reuters di essersi salvato buttandosi in una buca, mentre i suoi compagni cavapietre venivano interrogati. Sdraiati su due file, fuori dalle tende, domanda secca che vale la vita: recitare la Shahada, la professione di fede islamica. Chi non la sa, un colpo alla nuca.
Trentasei cadaveri nel vento del mattino, maglie colorate, uomini, ragazzi, chi con le scarpe, chi a piedi nudi. Almeno due decapitati, in quella che sarà ricordata, e probabilmente dimenticata, come la strage della cava di pietra. Una piccola miniera artigianale a cielo aperto, senza guardie, di proprietà di un musulmano (come la maggioranza degli abitanti del Nord-Est del Kenya, di etnia somala). Le vittime venivano da lontano, distretto di Nyeri, dove si gode un'ottima vista sul monte Kenya ora disertato dai turisti.
Lavoratori, migranti, possibilmente cristiani: sembra questo l'identikit delle vittime più ricercate dall'«ufficio esecuzioni di massa» degli estremisti islamici in Africa. Dalla filiale di Boko Haram in Nigeria a quella di Al Shabaab, gli affiliati somali di al Qaeda che stanno terrorizzando il Kenya: a dieci giorni (e pochi chilometri) dal massacro di civili in pullman, ieri una cinquantina di miliziani coi kalashnikov hanno mosso guerra a una squadra di cavatori di pietra addormentati.
Ai 28 morti di novembre (in gran parte insegnanti che andavano a casa per le feste) si aggiungono ora gli uomini con il piccone che non andavano da nessuna parte. Le cave non chiudono, viaggiare costa. E chi poteva, tra le migliaia di immigrati mossi dal bisogno di lavoro, è già scappato da quell'angolo di Kenya settentrionale che ha come principale città Mandera al confine con la Somalia. I corpi degli spaccapietre sono stati portati alla vicina pista di volo militare per l'ultimo viaggio a casa, la stessa pista diventata rifugio di una cinquantina di cristiani che si rifiutano di scappare sulle strade troppo pericolose.
Con i centri turistici del Sud più presidiati (o già deserti), con la difficoltà di replicare raid come quello del 2012 allo shopping center di Nairobi frequentato da stranieri e gente abbiente, i miliziani di Al Shabaab («I giovani») prendono di mira gli operai e la piccola borghesia della cultura, i cavapietre e gli insegnanti, tutti «infedeli» venuti da fuori. Perché sono «soft target», obiettivi facili, e perché colpirli significa soffiare sulle divisioni etnico-religiose, promuovere guerre tra poveri. La pancia piena, l'auto e magari l'appartamento in città non conciliano meglio con l'ecumenismo?
Dall'altra parte del continente, in Nigeria, Boko Haram adotta una strategia simile, pur con un ventaglio più ampio di obiettivi (preferibilmente civili). Nella logica del gruppo (il cui nome significa «vietata l'educazione occidentale») scuole e studenti sono un bersaglio per così dire «obbligatorio». Ma come spiegare il massacro di 48 pescivendoli dieci giorni fa a Doron Daga, estrema punta nord-est del Paese? Li hanno bloccati mentre andavano a comprare il pesce sul Lago Chad: alcuni sgozzati, altri affogati con mani e piedi legati. Non un caso isolato: gli attacchi hanno distrutto il mercato ittico in quel pezzo di Africa. Per Boko Haram colpire 48 pescivendoli serve a gettare la rete della paura, costringere la gente alla fuga o a passare sotto la propria «protezione».
Colpire gli immigrati, o le minoranze, non rischia di alienare la maggioranza locale, anzi. In Iraq l'Isis ha adottato questa strategia per esempio cooptando i sunniti contro i vicini di casa Yazidi, oppure a Mosul l'estate scorsa sequestrando 40 muratori indiani e uccidendoli il giorno dopo: quaranta nuovi posti di lavoro. Dieci anni fa i precursori dell'Isis massacravano i disoccupati sunniti: una delle stragi più sanguinose nel 2005 in una piazza di Bagdad, quartiere sciita: un'autobomba uccise oltre 80 manovali che all'alba aspettavano un finestrino abbassato e l'offerta di un lavoro a giornata. Manovali, pescivendoli, spaccapietre: non valgono un riscatto e non hanno la scorta. (Michele Farina) (Corriere della Sera 03/12/2014. )
http://www.lucisullest.it/kenya-strage-di-operai-cristiani-e-caccia-ai-lavoratori-infedeli/
[ SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO ]] PERSECUZIONI: blasfemia in Piazza San Pietro
LSE 18-11-2014. - Il mondo intero ha assistito, esterrefatto e inorridito, all'orribile blasfemia compiuta sabato scorso in piazza S.Pietro. Un gruppo di donne "Femen", a torso nudo, ha inscenato atti osceni utilizzando come strumento crocifissi con l'immagine di Nostro Signore Gesù Cristo, mentre urlavano bestemmie contro il Papa. Questa volta è davvero troppo! Non pubblichiamo qui le fotografie di questa blasfemia, per rispetto. Anche perché questo gruppo vive della pubblicità che si fa delle loro azioni.
Dall'anima di ogni cattolico che ami veramente Nostro Signore, la Chiesa e il Papa, sgorga una sola reazione: santa indignazione. Seguita da doverosa riparazione a Gesù Cristo offeso in questo modo. Questo è l'invito che l'Associazione Luci sull'Est rivolge a tutti i suoi amici e collaboratori: uniamoci in preghiera ai piedi della Madonna, riparando l'orribile peccato commesso contro il Suo Divino Figliolo, proprio mentre la cristianità entra nel periodo dell'Avvento che ci condurrà al Natale.
Quanto alle "Femen", e ai loro padroni, preghiamo per la loro conversione, sperando che non rigettino il dono della salvezza. Perchè, se si mostreranno insensibili alla grazia divina, dovremo allora rivolgere loro le parole di S. Paolo: "Con i vostri atti voi segnate la vostra condanna: indegne della vita eterna!" (Att. 13, 46). E questo avvertimento naturalmente vale anche per ognuno di noi. Cordiali saluti! Nelson Fragelli, Presidente Associazione Luci sull'Est [ SAUDI ARABIA ERDOGAN SHARIAH ONU, TU HAI IMBOCCATO LA STRADA DEL GENOCIDIO ISTITUZIONALIZZATO! .. MEGLIO PER TE: SAREBBE STATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, il tuo Inferno islamico, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO ]] ATO: CHE: TU NON FOSSI MAI NATO, PER REALIZZARE all'Inferno, LA AGENDA DEL TALMUD FMI NWO ]] SPA BANCA MONDIALE! ]
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BIELORUSSIA: intervista con Magda Kaczmarek, responsabile di "Aiuto alla Chiesa che soffre" nel paese
Magda Kaczmarek, incaricata della Fondazione Pontificia "Aiuto alla Chiesa che soffre" per la Bielorussia è tornata a viaggiare in questo paese dell'Europa orientale all'inizio di novembre del 2014. Nell'intervista che riproduciamo di seguito descrive le prime impressioni che ha avuto nelle quattro diocesi cattoliche del paese.
Quali esperienze avete fatto nel corso del viaggio?
Magda Kaczmarek: «È noto che i bielorussi vivono in una dittatura. Il paese sembra molto isolato. Si sente ancora la presenza del comunismo. Nelle città e nelle aree rurali, monumenti che onorano Lenin o i soldati dell'Armata Rossa, carri armati e aeroplani ricordano i tempi passati. Sono cresciuta nella Polonia socialista e mi sentivo un po' come se fossi tornata in quel periodo della storia polacca, mentre mi trovavo in Bielorussia». Che cosa vuoi dire con questo? Magda Kaczmarek: «C'è la sensazione che la gente abbia poca fiducia gli uni negli altri. L'incertezza e la sfiducia sono ovunque. In generale, l'ordine e la pulizia prevalgono, ma in molte cose si percepisce una certa sterilità. Soprattutto nelle zone rurali, tutto è sempre grigio e triste. La vita è molto triste. Quando si viaggia in tutto il paese, si notano poche macchine. Un litro di benzina costa circa 0,90 cent, ma il reddito medio è di soli 250 euro al mese. I bielorussi, molti dei quali lavorano in agricoltura nei kolchoz, hanno un reddito modesto, e non hanno molte possibilità».
E le persone accettano semplicemente queste condizioni di vita austere?
Magda Kaczmarek: «Da un lato, le persone hanno scarso accesso alle informazioni al di fuori del paese e per altro verso, devono in qualche modo fare i conti con questa realtà. L'alcool è a buon mercato. La Bielorussia è prima tra le nazioni europee con un consumo pro capite di circa 16 litri di alcool. Nelle zone rurali ci sono villaggi che sono delle vere e proprie città fantasma. Vi è una diffusa migrazione verso le grandi città, che è il motivo per cui le città minori si stanno sviluppando rapidamente. Questo è, naturalmente, una sfida, anche per la pastorale offerta dalla Chiesa cattolica, alla quale appartiene, secondo fonti ufficiali, circa 1,5 dei circa 9,5 milioni di abitanti del paese». In che modo è questa una sfida per la Chiesa?
Magda Kaczmarek: «Molti non si aspettavano che la libertà religiosa sarebbe stata rispettata dopo la caduta del Muro nel 1989 e l'indipendenza della Bielorussia nel 1991 e dopo tutti gli sforzi che per 70 anni erano stati compiuti per sradicare completamente ogni fede in Dio, nel territorio dell'ex Unione Sovietica. La chiesa non era semplicemente perseguitata durante il periodo sovietico, ma letteralmente distrutta. Le Chiese sono state trasformate in cinema, magazzini e impianti sportivi. I sacerdoti sono stati perseguitati, mandati nei Gulag in Siberia o uccisi. Tuttavia, ci sono ancora oggi dei cattolici che hanno bisogno di essere curati dalla chiesa e questo non solo nelle città, ma anche nelle zone rurali. Tra loro ci sono molte persone che cercano o sono aperte a Dio, ma che non hanno potuto o non gli è stato permesso di vivere la loro fede per tante ragioni. La Chiesa si sente in dovere di trovare queste persone, per ricordare loro le radici cattoliche e per offrire loro, ancora una volta, la cura pastorale. È meraviglioso vedere nonne che hanno conservato la fede andare in chiesa con i loro nipoti. Per me, questo viaggio, come tutti i miei viaggi in realtà, è diventato un momento di ritiro perché mi ha rafforzato nella mia fede!»
Quali sono i compiti più urgenti della Chiesa?
Magda Kaczmarek: «Una delle maggiori sfide è la pastorale per i bambini, per i giovani, i matrimoni: la pastorale familiare. In Bielorussia, 70 matrimoni su 100 finiscono in un divorzio. Le cifre sono note. Tuttavia, le vocazioni possono crescere solo all'interno delle famiglie intatte in cui si vive la fede. E i candidati al sacerdozio devono essere guidati da professori istruiti. È anche un compito di Aiuto alla Chiesa che Soffre contribuire a finanziare la loro formazione in modo che abbiano una solida educazione. Un ulteriore compito è la costruzione di piccole chiese e cappelle che sono necessarie per le nuove comunità. Non è ancora chiaro il ritorno delle proprietà ecclesiastiche confiscate dallo stato dopo la seconda guerra mondiale. In molti casi, la concessione gratuita di appezzamenti di terreno è un segnale positivo. Tuttavia ricevere i permessi di costruzione può richiedere anni. La burocrazia rende i sacerdoti letteralmente malati e stanchi». Come la Chiesa si finanzia, visto che i fedeli hanno solo redditi modesti?
Magda Kaczmarek: «Lo Stato non fa nulla per finanziare la chiesa; che quindi in gran parte dipende da un aiuto esterno. Lo Stato, tuttavia, guarda con favore l'impegno sociale della Chiesa, come le sue mense, asili nido o le attività pro-vita. La chiesa, però, non riceve alcun supporto per questi progetti. La Bielorussia deve ancora concludere un concordato con la Santa Sede. I ministri di altri paesi possono rimanere nel paese solo per un paio di mesi, il che porta a carenze nella cura pastorale anche per via dell'attuale carenza di sacerdoti e altri religiosi. I visti, inoltre, non sempre sono rinnovati».
Lei ha detto che le opere caritative sono tollerate. Che cosa fa la Chiesa per il popolo?
Magda Kaczmarek: «Esempi di attività della chiesa sono il sostegno ai senzatetto e alle famiglie così come i suoi servizi di consulenza per le donne incinte. Insieme con la Russia, la Bielorussia è tra i paesi con i più alti tassi di aborto. Questo è un problema pressante. Nello svolgimento di questo lavoro, la Chiesa si prende cura di tutti, a prescindere dal credo religioso. Chiunque abbia bisogno di aiuto trova un'accoglienza pronta».
In che modo "Aiuto alla Chiesa che Soffre" fornisce il suo supporto in Bielorussia?
Magda Kaczmarek: «Sosteniamo il lavoro pastorale, che è molto importante, i sacerdoti e gli ordini religiosi. Promuoviamo la formazione dei candidati al sacerdozio, membri di ordini religiosi e assicuriamo il sostentamento delle suore. Aiutiamo con le offerte per le Messe, la costruzione o la ristrutturazione di chiese e cappelle. Per il difficile lavoro nelle regioni della "diaspora" finanziamo autovetture. E prossimamente contribuiremo alla costruizione di un centro familiare nella capitale di Minsk».
https://www.ain-es.org/fichaNoticias/detalleNoticia.aspx?identificador=2642
 18/11/2014. - Entrevista con Magda Kaczmarek, Responsable de Bielorrusia en AIN
La Iglesia ha sufrido 70 años de persecución y aun hoy hay vive en un ambiente de dictadura comunista
AIN.- Magda Kaczmarek, encargada de Bielorrusia en la Fundación Pontificia Ayuda a la Iglesia Necesitada, viajó una vez más a este país del Este de Europa a comienzos de noviembre de 2014. En la entrevista que reproducimos a continuación describe las primeras impresiones que obtuvo en las cuatro diócesis católicas del país.
¿Qué experiencias ha obtenido en su viaje?
Magda Kaczmarek: «Es generalmente conocido que los bielorrusos viven en una dictadura. El país da la impresión de estar muy aislado. Se tiene la sensación de que el comunismo está aún presente. Tanto en las ciudades como en el campo sigue habiendo monumentos de Lenin o de miembros del Ejército Rojo, tanques o aviones, en recuerdo de los viejos tiempos. Yo me crié en la Polonia socialista; durante estos días es como si hubiera vuelto a esa época en Polonia».
¿Qué quiere decir con eso?
Magda Kaczmarek: «Se siente que las personas tienen poca confianza unas en otras. La inseguridad y la desconfianza son muy grandes. En general hay orden y limpieza, pero muchas cosas causan una impresión de esterilidad. Sobre todo en el campo todo es gris, sencillamente triste. La vida es muy monótona. Por el campo se ven pocos automóviles. Un litro de gasolina cuesta menos de 0,90 euros, pero los ingresos medios son solo de 250 euros al mes. Los bielorrusos, que trabajan sobre todo en la agricultura, en koljoses, tienen ciertos ingresos, pero no disponen de muchas posibilidades».
¿Acepta la población sencillamente esas difíciles condiciones de vida?
Magda Kaczmarek: «Por un lado, les llega poca información del extranjero; por otro, se arreglan en cierto modo con la realidad. El alcohol es barato. Con un consumo de casi 16 litros de alcohol per cápita, Bielorrusia ocupa la primera posición en Europa. A veces se ven pueblos que parecen abandonados. Hay una gran emigración a las ciudades, por lo que también las pequeñas ciudades crecen rápidamente. Esto es, naturalmente, un reto, también para la Iglesia católica, a la que según datos oficiales pertenecen poco menos de 1,5 de los casi 9,5 millones de habitantes del país». ¿En qué sentido es un reto para la Iglesia? Magda Kaczmarek: «Muchos no esperaban que, tras el cambio de 1989 y la independencia de 1991, en Bielorrusia se respetara la libertad religiosa, pues en el territorio de la extinta Unión Soviética se intentó erradicar la fe en Dios durante 70 años. En la época soviética no solo se perseguía a la Iglesia, sino que fue destruida literalmente: las iglesias se transformaron en cines, en almacenes y pabellones de deporte o en oficinas. Los sacerdotes eran perseguidos, deportados a los gulags de Siberia o asesinados. Pero todavía hoy, no solo en las ciudades sino también en el campo, hay católicos de los que tiene que ocuparse la Iglesia. Entre ellos hay muchas personas que buscan, que están abiertas a Dios y que, por muchas razones, no podían vivir su fe. La Iglesia se siente obligada a encontrarlos, a recordar sus raíces católicas, para ofrecerles de nuevo la atención pastoral. Es muy bello ver a abuelas que han trasmitido la fe acudir a la iglesia con sus nietos. Para mí, este viaje, en realidad como todos, ha sido como hacer unos ejercicios espirituales, pues mi fe ha salido reforzada». ¿Cuáles son las tareas más urgentes para la Iglesia?
Magda Kaczmarek: «Uno de los mayores desafíos es la pastoral, para niños, para jóvenes, para matrimonios: la pastoral familiar. En Bielorrusia, de 100 matrimonios, 70 acaban en divorcio. Las cifras son conocidas. Vocaciones solo pueden proceder de familias intactas, en las que se vive la fe. Y los candidatos al sacerdocio deben tener profesores bien formados. También es una tarea de Ayuda a la Iglesia Necesitada colaborar a financiar su formación, para que adquieran buenos conocimientos. Otra tarea es la construcción de pequeñas iglesias y capillas, que se necesitan en nuevas urbanizaciones. Todavía está sin aclarar la devolución de propiedad eclesiástica, confiscada por el Estado después de la Segunda Guerra Mundial. En muchos casos, la asignación gratuita de terrenos es una señal positiva; pero conseguir un permiso de construcción puede durar años. La burocracia cansa y hace enfermar literalmente a los sacerdotes».
¿Cómo se financia la Iglesia, dado que los fieles tienen tan pocos ingresos?
Magda Kaczmarek: «El Estado no financia a la Iglesia, que en gran medida depende de las ayudas del exterior; pero el Estado ve con buenos ojos el compromiso social de la Iglesia, con comedores para pobres, guarderías o actividades pro vida, si bien no recibe ayudas para ello. Bielorrusia no tiene aún un concordato con la Santa Sede. Por ejemplo, los sacerdotes procedentes del extranjero solo pueden estar unos meses en el país, lo que —debido a la carencia de sacerdotes y religiosos— produce estacamientos en la atención pastoral. En ocasiones tampoco se prorrogan los visados».
Decía que la labor caritativa es tolerada. ¿Qué hace la Iglesia por la población?
Magda Kaczmarek: «Ejemplos de las actividades de la Iglesia son la ayuda a las personas sin techo y a las familias, así como el asesoramiento a embarazadas con problemas. Junto a Rusia, Bielorrusia es uno de los países con mayores cifras de abortos. Este es un problema acuciante. La Iglesia se preocupa de todos, con independencia de su religión. Toda persona que busca ayuda es bienvenida». ¿Cómo ayuda Ayuda a la Iglesia Necesitada en Bielorrusia?
Magda Kaczmarek: «Apoyamos la labor pastoral, que es muy importante, a los sacerdotes y religiosos. Ayudamos a financiar la formación de candidatos al sacerdocio y de religiosos y aseguramos la existencia de las religiosas. Ayudamos con intenciones de la Misa, en la construcción o reconstrucción de iglesias y capillas. Para la difícil labor en regiones de "diáspora", financiamos automóviles. Y próximamente ayudaremos en la construcción de un centro familiar en la capital, Minsk». 91 725 92 12 ain@ain-es.org Ferrer del Río, 14 (esq. C/Ardemans) - 28028 MADRID - 91 725 92 12